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Spot:si intende il luogo dove è possibile praticare questo sport acquatico.
Una delle caratteristiche fondamentali di uno spot è il fondale, primo responsabile della creazione dell'onda.
Si distinguono beach break (ossia fondale sabbioso), rocky break o point break (fondale roccioso), reef break (barriera corallina) e infine artificial break, ossia punto di rottura dovuto a barriere costruite artificialmente (si pensi, ad esempio, ad un porto o ad un molo).
In genere, sui beach break le onde si formano in maniera meno prevedibile, mentre su tutti gli altri fondali il punto di rottura dell'onda è facilmente individuabile e queste iniziano ad incresparsi tutte allo stesso modo.

Poiché i beach break hanno la particolarità di cambiare spesso il fondale a causa dei movimenti delle dune dovuti alle correnti marine, molti degli spot più famosi hanno un fondale roccioso o corallino, che quindi è immutabile e forma onde più o meno sempre uguali e negli stessi punti.È facile immaginare però quali siano i pericoli.
Non sono rari infatti infortuni dovuti all'impatto con rocce affioranti e lacerazioni dovute all'impatto con la barriera corallina.
In questi casi è importante informarsi sulla marea e sul tipo di fondale, e soprattutto evitare di surfare in presenza di onde troppo grandi e di fondali troppo bassi se non si è convinti delle proprie capacità atletiche.

Le onde sono un moto di superficie delle acque dovute principalmente all'azione del vento; i venti possono farsi sentire, nel mare aperto, fino ad una profondità massima di 150 metri.
In questo caso l'onda si forma perché il vento spinge lo strato d'acqua superficiale, cedendo parte della sua energia, e fornendolo di una velocità superiore allo strato d'acqua sottostante; per attrito ogni strato d'acqua con velocità differente tende a trascinare lo strato sottostante più lento e nel contempo a rallentare, da qui si capisce che se le onde non sono alimentate continuamente sono destinate a dissolversi se prima non incontrano un ostacolo.
L'attrito tra il vento e la superficie dell'acqua fa muovere le particelle superficiali di un moto circolatorio.
Le onde hanno due effetti sulle coste: la loro azione violenta erode il litorale su cui si abbattono; mentre in alcuni luoghi ove la loro azione è più dolce possono portare dei sedimenti facendo avanzare la costa verso il mare.
Quando le onde formatesi in un bacino marino o lacustre giungono in prossimità della costa, a causa dell'interazione con il fondale il moto passa da oscillatorio a traslatorio, dando luogo allo spostamento di masse d'acqua verso costa.
Questo fenomeno è all'origine di gran parte delle correnti costiere, che a loro volta possono causare fenomeni di erosione e sedimentazione.
La dimensione delle onde dipende molto dall'ampiezza del bacino d'acqua in cui si formano e dalla sorgente che le ha generate.
In condizioni normali, nel mare aperto, possono raggiungere i 6 metri di altezza nel Mar Mediterraneo ed i 18 metri di altezza nell'Oceano Atlantico e nell'Oceano Pacifico.
Però quando un'onda incontra un ostacolo può innalzarsi e raggiungere altezze incredibili; le onde più alte formate in questo modo possono essere viste nelle tempeste a nord-ovest del Capo di Buona Speranza.
Sono state osservate onde dette onde anomale alte da 25 a 30 metri, di cui non si conoscono con precisione né le cause né l'origine e soprattutto sembrano essere imprevedibili.

    Siti globali dove vengono indicati i surf spot

  • Globalsurfers

  • WannaSurf

  • Waimea

  • Extreme Forum